La salute umana e i nanomateriali

Lab worker checking a test tube

Esattamente come avviene per ogni altra sostanza chimica, alcuni nanomateriali sono pericolosi e altri no: di per sé, il fatto che le particelle siano in nanoscala non implica pericoli; i potenziali effetti sono dovuti piuttosto alle loro proprietà tossicologiche intrinseche e sulla quantità (dose) assunta da un organismo (umano o animale).

Nell’individuazione di un pericolo, uno degli obiettivi principali consiste nello stabilire la "relazione dose/effetto" sulla base degli studi tossicologici: in questo modo è possibile determinare una soglia di dosaggio sotto la quale si presume che non si verificheranno effetti negativi e sopra la quale occorrerà controllare e gestire il rischio potenziale, per esempio attenuando l’esposizione.

Tradizionalmente, per le sostanze chimiche queste soglie di dosaggio sono espresse in concentrazione massica o numerica (delle fibre). La ricerca scientifica ha dimostrato che, nel caso delle nanoparticelle, altre unità (come per esempio la loro area superficiale) possono rappresentare meglio i valori di tossicità se la soglia di dosaggio può essere espressa in unità di area superficiale. 

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